SENTIRSI COME CALIMERO. OVVERO ‘IO SONO PICCOLO E NERO’.

Ricordate il pulcino Calimero, quando durante la trasmissione televisiva ‘Carosello’ diceva ‘io sono piccolo e nero, che ingiustizia però’? Nooooooooooo, non ricordate?! Ops, dimentico sempre che sono nato a metà del secolo scorso ;D

Dunque, Calimero era un pulcino bianco che, nato in una fattoria, dopo pochi passi fuori dall’uovo casca in una pozzanghera di fango e diventa nero. Da questa primissima esperienza di vita, inizia a vedere le situazioni sempre dal lato peggiore, si è creata nella sua mente, come si afferma nella PNL, una credenza limitante, ossia Calimero crede, anzi è fermamente convinto, che ogni cosa andrà male.

Perché ho pensato a Calimero scrivendo questo articolo?

Perché, come coach, di ‘calimeri’ ne ho incontrati: chiedevano di supportarli a raggiungere determinati obiettivi, ma poi quando si rifletteva su una possibile strategia, immancabilmente affermavano: ‘e se succede questo?’, allora si optava per una seconda strategia e ancora ‘ma potrebbe succedere quest’altra cosa?’, quindi si sceglieva una terza strategia e rispondevano‘di certo accadrà questo!’…chissà se sul web c’è qualche articolo sulla ‘pazienza del coach’!?!?! Ad ogni modo, come fare quando càpita di avere per cliente un ‘calimero’? Si inizia dall’ABC.

L’ABC?

Il filosofo greco Epiteto affermava che “gli uomini non sono turbati dalle cose, ma dalle opinioni che essi hanno delle cose” e lo psicologo statunitense Aaron Temkin Beck, fondatore della psicologia cognitiva, condivideva così tanto questa affermazione da elaborare il modello ABC dove A rappresenta una qualsiasi situazione (Activating event), B le nostre convinzioni a riguardo (Belief System) e C il modo con cui di conseguenza ci comportiamo (Consequences). Un esempio:   

“È notte e due persone sono a letto in attesa di prendere sonno, quando improvvisamente sentono un rumore”. “Una delle due, un po’ seccata, si volta dall’altra parte e prova a riprendere sonno; l’altra, invece, si preoccupa, si alza dal letto e si dirige allarmataverso il luogo di provenienza del rumore:“Che cosa sarà successo: staranno rubando qualcosa! – poi però pensa – Ma no, al vicino sarà caduto qualcosa, domani gli chiederò di fare più attenzione a quest’ora della notte”.

L’esempio riportato mette bene in evidenza che noi reagiamo alle situazioni in base alla interpretazione che ne diamo; nell’esempio sopra, davanti al rumore durante la notte, una persona si è comportata con indifferenza, l’altra con preoccupazione. Torniamo ora al cliente ‘calimero’, illustrando come intervenire.

Occorre, quando ci troviamo davanti un ‘calimero’, che il coach lavori sulle credenze limitanti del cliente (Belief System), in modo che davanti a un evento qualsiasi (Activating event) non sia automatico avere un certo comportamento (Consequences). Lavorare sulle credenze del cliente significa metterle in discussione, dubitare della loro verità, ma il coach non può farlo direttamente altrimenti il cliente difenderebbe la sue idee a spada tratta, il coach invece rimette al cliente l’onere della prova, ossia chiede al cliente di dimostrargli che quello che asserisce è vero.

Questa tecnica psicologica è chiamata disputing, ovvero contestazione (in PNL si direbbe tecnica del metamodello), e costringe il cliente a dare ragione della verità di ciò che pensa riguardo alla situazione. In tal modo il coach spinge implicitamente il cliente ad assumere una posizione di distacco critico, di analisi, riguardo a ciò che prima considerava ovvio, a esaminare in modo logico il perché ha reagito in quel dato modo e non in un altro, magari più utile.

Ora, mi piace rivolgermi a te che stai leggendo, per proporti un piccolo esercizio.                                                        

Ricorda e descrivi una situazione che ti ha colpito particolarmente (A), poi domandati quali pensieri hai avuto a riguardo, in quel momento (B), e come di conseguenza ti sei comportato (C). Infine, chiediti:

  • se avessi avuto pensieri diversi, mi sarei comportato così come mi sono comportato?
  • come mi sono comportato è stato il miglior modo di affrontare la situazione o se avessi pensato in modo diverso avrei avuto un comportamento più efficace, che avrebbe risolto la situazione?

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