C’È UN MODO DIVERSO DI VEDERE LE COSE?

Domanda ovvia, sì che c’è, lo sperimentiamo quotidianamente, quando ci confrontiamo con gli altri e scopriamo che non vedono le cose come le vediamo noi; pensiamo a cosa accade nell’ambito della coppia sugli impegni professionali, il rapporto con i suoceri, le scelte educative per i figli o quali amici frequentare, dove andare in vacanza e altro ancora.

Cosa fare in quei casi? La cosa più saggia è trovare un punto in comune, venirsi incontro, negoziare; ma se l’altro che la pensa in modo diverso da noi siamo noi stessi? Ops!!!

Sì, può accadere che a volte dobbiamo metterci d’accordo con noi stessi, specialmente in quelle situazioni in cui ci comportiamo in un modo diverso da come vorremmo; desideriamo agire in un modo e poi ci sorprendiamo ad agire in un altro, direbbe il Petrarca nel suo Canzoniere: «Et veggio ‘l meglio et al peggior m’appiglio». Bella confusione, vero?

Come uscire dall’empasse? No problem, si usa una tecnica conosciuta come la ristrutturazione, che può essere scandita in sei fasi; vediamola insieme.

La tecnica consiste essenzialmente nel cambiare la cornice entro la quale vediamo una situazione e, cambiando la cornice, cambia anche il significato della situazione e quindi le nostre reazioni e i nostri comportamenti.

Quali allora le sei fasi della tecnica? Eccole:

  • In una situazione identifico le due parti di me in contrasto, ad esempio: davanti al mio collega urlo (ecco una parte) ma so che così non facilito il lavoro a nessuno dei due, sarebbe meglio quindi non urlare e cercare un altro modo per farmi ascoltare (ecco l’altra parte).
  • Stabilisco chiaramente la parte di me che si comporta urlando e cerco di capirne il motivo: sto urlando, sento rabbia nei confronti del collega che non ha detto la verità.
  • Ora separo il comportamento ‘sto urlando’ dal motivo ‘non ha detto la verità.
  • Mi soffermo a riflettere come venire incontro al motivo – non ha detto la verità – con un comportamento più utile, quindi cambio la “cornice” conservando il “quadro” e potrei, ad esempio, recuperare la calma e parlare con il collega di ciò che penso; oppure potrei andarmene in silenzio e prendere le distanze dal collega; o ancora potrei dire un ‘no’ secco e chiaro e osservare la reazione degli altri colleghi… Queste opzioni sono tutte cornici diverse per avere un comportamento più utile.
  • Ora utilizzo uno di questi comportamenti (“cornici”) e vedo cosa accade nelle prossime settimane, se cambia qualcosa nella mia relazione con il collega.
  • Se c’è qualche parte di me, del mio carattere, dei mie valori che contrasta con questa nuova modalità di comportamento, ne scelgo un altro e riprovo. Se è tutto ok, adotto il nuovo comportamento, la nuova “cornice”.

In conclusione, è facile capire quanto spesso la nostra vita si ripete, quando ripetiamo gli stessi comportamenti. Invece cambiare cornice, ossia comportamento, mantenendo lo stesso quadro, ossia il contenuto, fa in modo che avvengano dei cambiamenti, e se vogliamo anche importanti, infatti c’è sempre un modo diverso di vedere le cose:

Oggi non è un giorno qualunque di tutti i giorni che verranno, ma ciò che farai in tutti i giorni che verranno dipende da quello che farai oggi” (Ernest Hemingway).

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