HAI MAI PENSATO DI COLORARE I TUOI DISCORSI?

Sì, sembrerà strana una domanda del genere ma, se ci fermiamo un po’ a riflettere, i discorsi possono essere veramente colorati.

Come?

Immaginiamo, ad esempio, quattro colori: il giallo, il verde, il blu e il rosso.

Il giallo ci porta a pensare alla luce, al giorno, alla luminosità, all’estate, alla gioia. Chi infatti non ricorderà che nel film della Disney ‘Inside Out’, la gioia era una ragazza vestita di giallo? Possiamo dunque ‘colorare’ di giallo, ovvero di gioia un discorso? Certo!

Consideriamo una persona che parla con un volume medio-alto, con pause brevi e in modo discretamente veloce, alternando toni alti e bassi, il tutto accompagnato da un sorriso; non vi fa pensare a una persona simpatica, a un amico che vi incontra e vi saluta? Oppure non vi fa pensare a come i conduttori televisivi, per esempio, iniziano a presentare: Benvenuti a tutti! Oggi, ospiti interessanti e importanti qui in studio!?

Il verde ci invita a ricordare un arioso paesaggio di campagna, le mucche che pascolano placide su un prato, i boschi, l’aria fresca, un’atmosfera di serenità. Come tingere di verde le nostre parole? Quando si usa un volume di voce medio-basso, con un tono basso, si parla lentamente e con pause esitanti sembra quasi di ascoltare l’amico che ci rivolge una confidenza, il ragazzo che sussurra parole di tenerezza alla sua amata, la voce serena e tranquillizzante della mamma al proprio bambino quando la sera gli racconta: C’era una volta…

La nostra voce può avere anche il colore blu, quando vogliamo trasmettere sicurezza e pacatezza, soprattutto affidabilità. Allora il nostro volume di voce sarà medio-alto, con un tono basso e conclusivo in modo che le nostre parole arrivino sicure, incontrovertibili; il tempo non sarà veloce, per poter scandire i concetti più importanti. Per questo le pause saranno nette, secche, sospensive, con particolare attenzione alla pronuncia precisa di tutte le finali di parola. Non sta forse, in questo momento, risuonando nelle vostre orecchie la voce chiara, calma, affidabile che accompagna le immagini di un documentario? L’aquila pescatrice… volteggia sullo specchio d’acqua ed è attenta a guardare… ogni piccola increspatura… per cogliere la venuta in superficie di qualche possibile preda…

Di color rosso è infine la voce appassionata; parole che esprimono emotività e calore umano, fino all’entusiasmo. È la voce di chi desidera coinvolgere. Il volume è alto per far percepire la nostra passione, il tono è medio-alto perché siamo trascinati dagli argomenti e sorridiamo. Il tempo è veloce perché l’entusiasmo è incontenibile. Il ritmo è incalzante perché siamo in preda all’emotività. Ricorda la conclusione di discorsi che vogliono incitare, come ad esempio quello di Steve Jobs ai laurendi della Stanford University: rimanere affamato, rimanere folle me lo sono sempre augurato ed ora per voi che state per laurearvi, io lo auguro a voi, siate affamati, siate folli!

Dunque voce gialla, verde, blu e rossa. È con questa sequenza che possiamo colorare il nostro discorso, appunto iniziando con amicizia, continuando con confidenza, proseguendo con sicurezza e concludendo con passionalità, come ci suggerisce Ciro Imparato nel suo libro “La tua voce può cambiarti la vita”. Se, come dice l’autore, usare la voce così può cambiarci la vita, perché non provare?

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