L’ABILITÀ A RISPONDERE ovvero L’AUTODIFESA VERBALE

Gli antichi affermavano “tot capita, tot sententiae” e non possiamo dar loro torno; infatti, quando due o più persone prendono in esame una situazione, ci sono tanti pareri quante sono le persone a parlare, quindi…”tante le teste, tante le affermazioni”. Ma se questo è inevitabile, ed è giusto che ciascuno possa esprimere liberamente il proprio parere, come fare però quando gli altri non rendono liberi noi di esprimere il nostro? Interessante a questo proposito è la cosiddetta difesa verbale che si avvale dei principi dell’Aikido.

Innazitutto cos’è l’Aikido (合氣道?

L’Aikido è un’arte marziale giapponese che applica il concetto orientale della non resistenza. Il tipico esempio per descriverlo è quello del ramo di salice che, flettendosi sotto il peso della neve abbondante, la fa scivolare lasciandola cadere a terra per effetto del peso stesso; al contrario, il ramo della quercia non potendo sopportare lo stesso carico di neve e non volendosi piegare, si spezza. Questo concetto è possibile applicarlo a un diverbio? Sembra proprio di sì, secondo quanto scrive Barbara Berckhan nel suo libro Piccolo manuale di autodifesa verbale.

Come nell’Aikido, la cosiddetta corretta vittoria avviene quando si è riusciti a porre in atto la propria difesa senza dover obbligatoriamente ricorrere all’offesa, così in un diverbio invece di contrapporre  forza contro forza, ossia offesa a offesa, si pongono in atto i seguenti atteggiamenti.

Il primo è quello di mantenere una posizione di stabilità (hanmi), che richiede il corretto posizionamento del corpo: né troppo rilassato, perché il corpo perderebbe forza, né troppo teso perché il corpo diventerebbe rigido, per cui stare davanti all’avversario con un atteggiamento morbido e, nello stesso tempo, pronto e con una espirazione calma e potente.

All’attacco dell’avversario, accompagnare con armonia, muovendosi come si muove l’avversario, adattandosi, sincronizzandosi (awase) e con lo sguardo allineato rispetto a quello dell’avversario.

L’accompagnamento del movimento sarà curvo perché permetterà il maggiore risultato con il minimo sforzo, come in una danza, per consentire all’energia di circolare; si farà in modo che l’attacco dell’avversario esaurisca il suo movimento e così facendo egli perderà l’equilibrio.

Quali, dunque, le mosse verbali?

1. Colpo a vuoto.

Non rispondere alla provocazione, in tal modo l’attacco verbale non colpirà nulla di noi: tacere, distogliere lo sguardo, al limite andare via.

2. Colpo schivato.

Commentare in modo laconico, attraverso un “sì”, “come no!”, “è indubbio!”.

3. Colpo neutralizzato.

È un complimento inatteso, ad esempio; “mi complimento per la sua preparazione!”, “è piacevole ascoltarla”, “di certo è afferrato sull’argomento”.

4. Colpo deviato.

Rispondiamo cambiando discorso: “sa cosa stavo pensando? Credo che questa estate sarà più calda della precedente”, “di certo il prossimo anno la moda sarà la vera novità della stagione”.

5. Colpo bloccato.

Attraverso un proverbio strampalato, come quando rispondiamo: “una rondine non fa primavera”, “piove sempre sul bagnato”, “troppi cuochi rovinano il brodo”.

6. Colpo accompagnato.

Dando ragione all’altro, ovvero assecondare: “Sì, dal suo punto di vista ha ragione”; “Da come vede le cose lei, è sicuramente corretto”; “Ha espresso chiaramente la sua idea e posso capirla”; “Questa è la sua opinione e la rispetto”.

E ora che ne dite di fare esercizio? ;-D

Riportare cento vittorie in altrettante battaglie non significa

avere grande abilità. Sottomettere il nemico senza combattere:

questa è l’arte suprema”.

(Sun Tsu, L’Arte della Guerra)

3 risposte a "L’ABILITÀ A RISPONDERE ovvero L’AUTODIFESA VERBALE"

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  1. Grazie per l’articolo. Quello che non capisco è come, eseguendo uno dei suoi suggerimenti, si possa esprimere il proprio pensiero. Non vedo possibilità di libera espressione. Grazie

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    1. Caro Vitondi, hai ragione, seguendo i suggerimenti che ho dato non si capisce come esprimere il proprio pensiero e in effetti l’articolo vuole spiegare invece come bloccare verbalmente chi non è disponibile ad ascoltare il nostro pensiero. Non dandoci libertà di espressione, anche noi lo blocchiamo con i suggerimenti che ho dato. Per sapere, invece, come esprimere il nostro pensiero davanti a chi ce lo permette, ti rimando alla lettura di un articolo che uscirà prossimamente. Ciao.

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