LIE TO ME, OVVERO “MENTIMI!”

Ok, ok, mi avete scoperto. È vero, ho visto le tre stagioni della serie TV “Lie to me”. Ho seguito con passione le vicende di Carl Lightman e del suo Lightman Group, agenzia di esperti alla scoperta delle menzogne.

La serie fu ideata e strutturata seguendo gli studi dello psicologo statunitense Paul Ekman e, in particolare, il suo lavoro per smascherare le menzogne (I volti della menzogna. Gli indizi dell’inganno nei rapporti interpersonali, Ed. Giunti).

Non sempre è facile scoprire chi mente, tuttavia non è impossibile.

Come riferimento base occorre, secondo noi, fare una breve considerazione: chi dice la verità presenta un tono tranquillo di voce, il corpo è sciolto nei movimenti, aperto e ha una gestualità che accompagna il senso delle parole (i cosiddetti gesti illustratori). All’opposto una persona che mente, sapendo interiormente che ciò che afferma non corrisponde a verità, vive uno stato di malcelato nervosismo; da qui i segnali della menzogna.

Per Ekman la menzogna si verifica in due situazioni fondamentali:

1. quando si teme di essere scoperti per ciò che si è compiuto

2. quando si vive un senso di colpa per ciò che si è commesso.

Il timore di essere scoperti porta ad alterare il tono della voce, che si alza, e un atteggiamento che si orienta sulla difensiva o sul cambiare argomento; si verifica un rallentamento nel parlare per elaborare “la storia” da raccontare, pause oppure titubanza, lapsus.

Le palpebre sbattono con frequenza, può esserci un aumento del respiro e della sudorazione, un cambiamento di colore del viso che può diventare rosso o paonazzo, il sorriso si smorza, mostrando tensione sulle labbra, il corpo intero può irrigidirsi e nel contempo le mani vengono nascoste o portate dietro la schiena o bloccate l’una con l’altra o, al contrario, vi può essere un aumento dei movimenti del corpo, con spostamenti continui sulla sedia, tesi ad alzarsi e risedersi o a cambiare la posizione delle gambe.

Le risposte date possono essere secche e ripetitive, in tono perentorio o, al contrario, manifestano un eccesso di dettagli non richiesti, al fine di rendere più credibile la menzogna.

D’altro canto, ci può essere la persona che mente a causa di un senso di colpa, allora la voce potrà avere un tono basso, con la mano che inconsciamente copre la bocca o le si avvicina, può tossire o schiarirsi la voce, avere difficoltà a deglutire, evita lo sguardo, ad esempio, guardando in basso oppure fissando negli occhi l’altro per vedere se sta credendo alla “storia”.

Ci possono essere gesti manipolatori che autoassicurano la persona stessa di non temere, come toccarsi il lobo dell’orecchio, accarezzarsi il volto, il collo o il mento; il naso, invece, può essere strofinato a esprimere fastidio riguardo alla situazione; si giocherella con l’orologio o il polsino o l’anello o con le altre dita, mostrando così sfogo per la tensione, come sfogo di tensione sono anche il mordicchiarsi le labbra o le unghie.

La postura si chiude, le gambe si accavallano, le braccia vengono intrecciate all’altezza del petto, il corpo si arretra o viene posto in posizione di fuga. Tutto questo dice disagio e desiderio di essere in un altro posto piuttosto che lì, in quella situazione.

Vi è, infine, una terza e ultima situazione, secondo Ekman, per cui si mente ed è il piacere della beffa. Si tratta di persone per le quali mentire non è un problema, per questo i segnali della menzogna non appaiono, se non per chi ha un occhio molto molto attento a cogliere un accenno di sorriso beffardo, segnale di un compiacimento per aver ingannato.

In conclusione, è possibile cogliere la menzogna, occorre però avere molta cautela. Vi devono essere più indizi presenti in contemporanea e, anche quando ci sono, bisogna verificare la lettura di questi segnali cercando di portare la persona a contraddirsi secondo la formula: “tutto ciò che dirai sarà usato contro di te”.

Del resto, sappiamo che le bugie hanno le gambe corte.

4 risposte a "LIE TO ME, OVVERO “MENTIMI!”"

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  1. Il timore di essere scoperti e il senso di colpa, come si legge nell’articolo, sono due motivi per cui si mente, pur sapendo, come dici, che tutto ci si volterà contro perché “le bugie hanno le gambe corte”. ti è capitato di mentire? e quando hai mentito, hai pensato che ti si poteva voltare contro?

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  2. Interessante questo articolo,e’ pur vero che,a mio avviso, bisogna conoscere bene le gestualità per evitare di fraintendere chi abbiamo dinanzi a noi!Grazie cercherò di farne tesoro!

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