UN VASO ROTTO È PIÙ BELLO DI PRIMA?

“Oh, no, quel vaso era un ricordo e ci è costato anche molto… e ora?”.

Frase tipica che diciamo quando cade e si rompe un vaso o un oggetto a cui teniamo e si riduce in frantumi. In genere, cosa facciamo? Il più delle volte buttiamo i cocci, altre volte cerchiamo di incollarli. E il vaso o l’oggetto sono come prima?

Mi sembra di sentir nelle orecchie l’eco di persone che, a causa di uno sbaglio commesso o di esperienze difficili o dolorose vissute, spesso credono e dicono: “non sarà più come prima”, “voglio sparire e abbandonare tutto”, “mi vergogno di me”, “da ora in poi sarà diverso”, facendo riferimento soprattutto a un qualcosa di diverso in negativo.

…E se fosse diverso in positivo, e non in negativo come si tende a pensare?

In questo ci vengono in aiuto i Giapponesi e una tecnica da essi eseguiti, diventata ormai arte, che dietro ha un profondo significato. Si tratta della tecnica Kintsugi che prevede la riparazione di vasellame rotto, attraverso l’unione dei cocci con della resina (che fa da collante) mista a oro, argento o platino. Il vaso rotto e riparato con quelle belle venature dorate, che sono il risultato dell’unione dei pezzi frantumati, sarebbe un’immagine della vita e dei cambiamenti che essa porta con sé.

Nella vita ci sono momenti in cui sembra tutto filare liscio, e altri in cui, a un certo punto, accade qualcosa che rende più turbolento e curvilineo il nostro percorso, avvengono delle spaccature e tutto questo ci porta a compiere delle scelte.

Allora, cosa facciamo? Restiamo come i cocci del vaso, sparsi e frantumati o raccogliamo i cocci e li uniamo a ricomporre quel vaso? Restiamo nel nostro dolore, in quello che è accaduto o proviamo a rendere ancora più significativo e bello quel “vaso”, cioè la nostra vita?

Si deve tentare di recuperare, e nel farlo ci si arricchisce.

È l’essenza della resilienzia che, secondo una delle definizioni più azzeccate, è la capacità di autoripararsi dopo un danno e di riuscire a riorganizzare positivamente la propria vita, nonostante le situazioni difficili. In altre parole, rialzarsi più forti di prima.

Come fare per essere resilienti o accrescere la propria resilienza?

Ecco alcuni imput:

  • fai nuove esperienze, allarga i tuoi orizzonti
  • osa, abbi coraggio e metti passione nelle cose che fai
  • assumiti le tue responsabilità al 100%. Forse non sei responsabile per ciò che ti accade, o lo sei in parte, sei però responsabile soprattutto per il modo in cui decidi di gestire la tua vita
  • fatti domande per capire come rendere quegli eventi, occasioni di crescita: cosa ha scatenato questo? in che modo mi ha cambiato?
  • prenditi cura di te, anche e soprattutto nei momenti difficili
  • usa un linguaggio positivo, ridi di più, tutte le volte che puoi, ironizzare, prendere le cose col sorriso, aiuta ad alleggerirle…

…così, il vaso rotto sarà più bello di prima 😉

 

4 thoughts on “UN VASO ROTTO È PIÙ BELLO DI PRIMA?

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  1. La storia del vaso rotto e delle crepe “dorate” che rimettono insieme i pezzi e lo ricompongono dandogli uno stile forse più originale ed unico di prima, è per me un’immagine perfetta x esemplificare il percorso mio e di molti di noi, dopo una “frattura” una “rottura”. Grazie alla/e fratture il vaso è UNICO……grazie alla/e rotture sono/siamo diventata/i unica/ci….anzi, il collante dorato mi/ci ha dato luce.

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  2. “Rialzarsi più forti di prima” è ciò che da sapore alla nostra esistenza ….solo così il vaso rotto sarà più bello di prima ! Grazie !!

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  3. Grazie, Rosa e Cristina, quanto testimoniate nel vostro commento è proprio la ‘versione’ concreta e reale dell’immagine della vita come vaso che si può rompere, ricomporre con il collante dorato, e divenire ancora più originale, bello, dotato di una nuova luce, nuovamente unico, nuovo in sè, grazie alle ‘cicatrici dorate’ che lo attraversano. “I Giapponesi credono che quando qualcosa ha subito una ferita e ha una storia, diventa più bello”, anche noi lo crediamo fortemente!!! Allora, nuova e sempre più luminosa vita 😉

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