DI CHE COLORE È IL CAVALLO BIANCO DI NAPOLEONE?

Che domanda sciocca, vero? Perché la risposta è nella stessa domanda: è bianco!

Ma forse meno sciocco è il motivo per cui questo articolo inizia con questa domanda: si tratta del concetto di “percezione selettiva”, detta anche focus, ossia l’attenzione della nostra mente verso qualcosa o qualcuno tanto da escludere ogni altra cosa.

Facciamo un esempio.

Vi è mai capitato di dover cambiare la vostra macchina perché ormai vecchia e iniziate già a pensare a un modello che vi piacerebbe acquistare? Riflettete su quel tipo di macchina, fate delle considerazioni più o meno prolungate, perché si tratta comunque di una spesa importante e, mentre vi muovete in città, proprio la macchina a cui pensavate, ve la trovate davanti una prima volta dopo aver girato l’angolo; un’altra volta è parcheggiata alla vostra destra; ancora, mentre attraversate un incrocio; un’altra volta la vedete in attesa del verde davanti a un semaforo, e vi stupide quasi dicendovi: “ma da dove sono saltate fuori? Dov’erano!”. In realtà erano là, non sono apparse dal nulla, ora le notate perché ora le vedete, sì, perché prima non le vedevate, la vostra mente non aveva selezionato quel modello di macchina per poi porre l’attenzione ogni qualvolta compariva; non era nei vostri pensieri e, quindi, non era nella realtà!

La nostra mente seleziona la realtà perché non può registrare tutti gli input visivi, sonori, oltre che tattili e olfattivi che ci circondano di volta in volta, altrimenti impazzirebbe per la miriade di informazioni che le giungono dai sensi, per cui sceglie quelli importanti.

I più importanti per eccellenza sono quelli legati alla nostra sopravvivenza: rumori forti, movimenti improvvisi, ogni situazione subitanea sono presto notati; poi la mente seleziona ciò che ci è famigliare e che preferiamo.

Questa particolarità della mente ha la funzione di muoverci nel mondo con rapidità e meno fatica possibile.

Il risvolto è abituarci a determinati luoghi, situazioni, persone, ruoli, in poche parole ci abituiamo a vedere la realtà, e quindi la vita stessa, come attraverso un cannocchiale creando una sorta di “effetto tunnel”: selezioniamo la realtà, cogliendone solo un breve squarcio di quella che è, il resto è semplicemente non visto, non considerato, non esiste.

Quale la conseguenza?

Limitiamo il nostro orizzonte e, quindi, limitiamo i nostri percorsi, le nostre scelte e, in conclusione, il nostro futuro. Restringiamo le nostre opportunità.

A questo punto, riprendendo il riferimento al cavallo di Napoleone, sarebbe interessante porci una domanda: “e se Bonaparte avesse scelto un cavallo con il manto marrone invece che bianco sarebbe cambiata la storia?”.

Lo ammettiamo, è ancora una domanda sciocca… ma, è per indurre a riflettere e chiederti:

se tu quel giorno, sì quel giorno, in quella data situazione in cui ti sei venuto a trovare, avessi allargato il tuo sguardo, avessi fissato il tuo cannocchiale su un altro elemento, su un altro aspetto, se avessi fatto una scelta diversa da quella che hai fatto, come sarebbe cambiata la tua storia?

3 thoughts on “DI CHE COLORE È IL CAVALLO BIANCO DI NAPOLEONE?

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  1. Se in quella situazione , in quel giorno avessimo fatto una scelta diversa , sicuramente la nostra storia sarebbe cambiata in meglio , ma è pur vero che il” dolore ” che segue ad un nostro sbaglio , ci insegna a prendere la rincorsa per spiccare il volo!!! Grazie per i suggerimenti!

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  2. Sì, Cristina, spostare il focus, allargare lo sguardo per cogliere una nuova visuale, mai considerata, o fissare un orizzonte già noto ma con un canocchiale diverso, con occhi diversi, permette di spostarci da una situazione di stallo, magari di evitare sbagli, di prendere decisioni diverse, migliori per noi, etiche. Può accadere anche che si commetta uno sbaglio e, come dici, ne segue dolore. Anche il dolore può essere visto con lenti diverse e può diventare il trampolino di lancio per ‘spiccare il volo’, la leva per migliorarsi, per cambiare e rinnovare, rivitalizzare la propria storia, proprio perché “l’orizzonte è negli occhi e non nella realtà” 🙂

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