LA REALTÀ? UNA, DUE, TRE E PIÙ…

Forse per formazione scolastica, forse per educazione ricevuta, forse per pressione sociale, forse per abitudine o convenienza, a volte si vive del pensiero unico, ossia nel credere che la realtà sia una sola, il “mio modo di vedere le cose”. La realtà, però, è ben più variegata di quanto possiamo e spesso vogliamo ammettere.

Un esempio banale, ma significativo, è riflettere su cosa avviene dopo un incidente stradale, magari accaduto in pieno centro città e con la possibilità di molti testimoni presenti, ebbene quell’unico evento trova tante versioni quante sono le persone presenti; a questo punto, dov’è la verità, quale la realtà di cosa è successo? Chi, fondamentalmente, può dire come sono andate veramente le cose?

Si pensi anche alla discussione con una persona: da quanti punti di vista posso interpretarla?

  • La posso interpretare dal mio punto di vista, cosa che viene sempre facile, perché è avvallare le proprie idee;

  • posso interpretarla dal punto di vista dell’altro, cosa meno semplice ma più produttiva al fine di risolvere il contrasto, ossia tenendo conto anche delle idee dell’altro;

  • posso interpretarla come se io fossi spettatore di me che sto discutendo con l’altro, come se fossi un terzo che guarda la scena di un film e, a volte, questo accade quando sogniamo di vedere noi stessi fare qualcosa;

  • infine, posso interpretarla allargando la scena da me che interagisco con l’altro al contorno, all’ambiente in cui avviene, a chi altro è presente, a dove ci troviamo, ecc.

Ebbene, è facile pensare che a seconda di come sposto lo sguardo, il focus, vedrò le cose in maniera diversa e avrò anche diversi modi di considerare l’accaduto, diverse verità: è vero quello che penso io? È vero quello che pensa l’altro? È vero quello che emerge dalla discussione di entrambi? È vero quello che significa ciò che diciamo in quel dato ambiente?

Queste angolature vengono chiamate in PNL posizioni percettive, vale a dire le diverse posizioni dalle quali si percepisce l’evento. È importante conoscerle? Sì, senza dubbio! Perché noi tutti viviamo in relazione con gli altri, nessun uomo è un’isola, e volente o nolente legati gli uni agli altri o per affetto o per lavoro. Ciò significa che più terremo conto delle quattro verità (la mia, la sua, la nostra, quella dell’ambiente dove ci troviamo), più saremo capaci di risolvere i contrasti che ogni giorno inevitabilmente troveremo dinanzi.

Non è forse così? Tu che ne pensi?

3 thoughts on “LA REALTÀ? UNA, DUE, TRE E PIÙ…

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  1. È importante conoscerle? Sì, senza dubbio! Perché noi tutti viviamo in relazione con gli altri, nessun uomo è un’isola, e volente o nolente legati gli uni agli altri o per affetto o per lavoro. Ciò significa che più terremo conto delle quattro verità (la mia, la sua, la nostra, quella dell’ambiente dove ci troviamo), più saremo capaci di risolvere i contrasti che ogni giorno inevitabilmente troveremo dinanzi.
    D’accordo, ma se ascoltiamo tutte e quattro le verità come saremo capaci di risolvere i contrasti che ogni giorno inevitabilmente troveremo dinanzi senza sapere quale delle quattro è la verità? quale verità bisognerà ascoltare per non sbagliare?
    Quindi dovrei dedurre che l’unica verità dovrà essere la mia, giusta o sbagliata che sia.

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  2. Ciao, MI13773! Sì, si corre il rischio di pensare che la verità sia unica, e che sia la propria. Ecco perché è bene conoscere le altre verità o posizioni percettive da cui ‘vedere’ un fatto o un contrasto. E’ una conseguenza logica del nostro essere ‘animali sociali’.
    Le verità sono tutte ‘giuste’ nel senso che sono giuste, ‘vere’ per ciascuno: per te, per l’altro, per noi e per l’ambiente in cui ci troviamo.
    Allora, quale verità bisognerà ascoltare per non sbagliare?
    Più che sbagliare, si parla di gestire meglio un contrasto con una o più persone, proprio perché ognuno ‘ha ragione’, ‘dice la sua verità’, quindi, per evitare ulteriori contrasti ed eventuali litigi, per ‘vedere’ meglio un fatto, si può tener conto delle varie verità e chiedersi: quale si avvicina di più alla mia verità, ai miei valori e alle mie convinzioni? quale, in una data discussione, mi fa stare meglio ed è utile? e quella che mi fa stare meglio ed è utile per me è etica cioè rispetta me stesso, i mieri valori, il mio ambiente e anche gli altri, i loro valori e l’ambiente degli altri? L’obiettivo è il benessere personale, in una relazione armoniosa con gli altri o cercando di renderla armoniosa (laddove ci fosse un contrasto e ci fossero le condizioni).
    ‘Prima di parlare, domandati se ciò che dirai corrisponde a verità, se non provoca male a qualcuno, se è utile, ed infine se vale la pena turbare il silenzio per ciò che vuoi dire’ (Buddha) 😉

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