LE TIGRI O LA FRAGOLA?

Un uomo stava camminando nella foresta quando s’imbatté in una tigre.

Fatto dietro-front precipitosamente, si mise a correre inseguito dalla belva. Giunse sull’orlo di un precipizio, ma per fortuna trovò da aggrapparsi al ramo sporgente di un albero. Guardò in basso, e stava per lasciarsi cadere, quando vide sotto di sé un’altra tigre.

Come se non bastasse, arrivarono due grossi topi, l’uno bianco e l’altro nero, che incominciarono a rodere il ramo. Ancora poco e il ramo sarebbe precipitato.
Fu allora che l’uomo scorse accanto a sé, sulla parete del precipizio, una bellissima fragola.

Tenendosi con una sola mano, con l’altra raccolse la fragola e la mangiò.
Com’era dolce!

Con questa storia vogliamo illustrare il grande potere riposto nel prestare ATTENZIONE.

Che cos’è l’attenzione?

Secondo il vocabolario Treccani, il termine attenzióne è una derivazione del latino attendĕre «rivolgere l’animo a», indica l’atto di rivolgere e applicare la mente a un oggetto. Inoltre, è una delle funzioni più importanti della mente che usiamo per prendere consapevolezza del mondo interno ed esterno, una sorta di faro che ci permette di osservare noi stessi e il mondo che ci circonda.

Quindi, imparare a come porre attenzione è importante per la crescita personale.

Quando siamo incagliati in una spirale di pensieri negativi o ci sentiamo spesso tesi, utilizziamo l’attenzione in modo ristretto, la associamo a stati di allerta, di ansia, di emergenza, stati che sono utili in limitate situazioni ma possono creare problemi se mantenuti troppo a lungo.

Quante volte consumiamo il pranzo o la cena pensando agli avvenimenti della giornata, a varie preoccupazioni o assorbiti dalla tv? Solo quando non siamo distratti e “rivolgiamo l’animo”, la mente ad altro, possiamo sperimentare pienamente il sapore del cibo nella nostra bocca.

Allora, il potere dell’attenzione in cosa consiste?

Quando l’uomo della storia ha messo la fragola in bocca, ha immediatamente posto la sua attenzione al sapore della fragola, vi ha posto l’attenzione al 100%. Eppure stava per precipitare, c’erano le tigri pronte a sbranarlo…

Ciò che pensiamo essere il problema, non è il vero problema, dipende dal modo in cui usiamo l’attenzione. Guardare con “attenzione” il problema non ci allontana da esso, ma ci fa restare in esso.

La storia delle tigri e della fragola è simbolica. La vita ci presenta continuamente delle “tigri” e ci invia anche delle “fragole”. Sta a noi scegliere cosa vogliamo sperimentare.

Quando ti senti triste, sopraffatto da pensieri negativi o ti trovi in situazioni spiacevoli per te, è solo perché stai combattendo contro le tigri. In quel momento puoi cercare una fragola e focalizzare la tua attenzione su di essa al 100%. Così, potrai sollevare la tua esperienza da uno stato di sofferenza o di fastidio a uno di gioia e di leggerezza. Ecco il potere dell’attenzione!

Allora, cosa sceglierai, le tigri o la fragola?

 

 

 

 

3 risposte a "LE TIGRI O LA FRAGOLA?"

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  1. Anche io avrei preferito la fragola alle tigri, ma ci può capitare che si può essere talmente sopraffatti dal problema che difficilmente si guarda oltre perchè pensiamo di essere arrivati in un vico cieco, insuperabile, tanto da angosciarci e dimoralizzarci.
    Mi chiedo quale forza deve volerci perchè ci aiuti ad affrontarlo?

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  2. Ciao, MI13773, sì, ci può capitare di essere talmente sopraffatti dal problema che, difficilmente, si guarda oltre e ci si sente in un ‘vico cieco’, non si fa che pensare sempre a quel problema, tanto da angosciarci e demoralizzarci. E allora, cosa fare? Restare fermi nel problema o provare a guardare altro, a orientare la nostra attenzione e le nostre forze verso altro di diverso e magari migliore? Il problema potrebbe anche persistere o risolversi in parte, ma il modo in cui lo affrontiamo è ciò che può cambiare e questo dipende da noi. Un amico, l’altro giorno, mi diceva: ‘sai, due colleghi, ormai ex, perché sono stati licenziati, hanno iniziato a pensare solo a questo – a giusta ragione, direi, perché perdere il lavoro è pesante -, si sono concentrati sul problema, e non hanno pensato ad altre opportunità, come è successo a me quando mi sono trovato nella loro stessa situazione’. Cosa ha fatto il mio amico, cosa fare, allora? Pur nell’abbattimento e nell’angoscia, chiederci cosa possiamo fare che non abbiamo già fatto, pensare cosa cercare, cosa serve, quali risorse mettere in campo per un altro lavoro o creare delle nuove situazioni, allargare l’orizzonte mentale, cambiare prospettiva, ‘spostare l’attenzione dal problema’, far venir fuori le nostre potenzialità. Non è una cosa semplice ma non è neanche impossibile. Come diceva T. Roosevelt, iniziamo col “fare ciò che possiamo, con ciò che abbiamo, lì dove ci troviamo”. La fragola è la metafora, l’immagine di ‘altro’ che può aiutarci ad affrontare meglio un problema o un disagio. Sta a noi scegliere se restare impantanati nel problema e nell’angoscia o esplorare nuove possibilità credendo in noi stessi e scegliendo di farcela, di stare meglio, di superare quel momento. La forza di riuscire, la forza che è dentro di noi può aiutarci, anche perché “in mezzo ad ogni difficoltà, si trova un’opportunità” (A. Einstein)

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