IL SEGNO DI ZORRO: VIVERE CON LA MASCHERA O ESSERE SE STESSI?

Chi non conosce Zorro? Chi, quando era ragazzino, non si è mai vestito da Zorro, con mantello, cappello, spada e maschera nera?

Sì, maschera, è questo l’elemento di riflessione di questo articolo.

Zorro, che in spagnolo vuol dire “volpe”, per la sua furbizia, è un celebre personaggio immaginario, uscito dalla penna di Johnston McCulley nel romanzo breve “La maledizione di Capistrano” (The Curse of Capistrano), che compie le sue eroiche gesta nella California durante il dominio spagnolo; uno spadaccino mascherato per difendere la povera gente contro l’ingiustizia e la tirannia dei vari governatori della sua città: Los Angeles.

Quando non è mascherato, si presenta come un giovane nobile col nome di don Diego de la Vega (don Diego Vega nel romanzo originale), che si finge un incapace e di tutta cultura per non destare sospetti.

Ironico, atletico, sconfigge i prepotenti umiliandoli, in modo da ferirli nell’orgoglio. È di maniere cortesi e le sue improvvise entrate in scena sono solitamente molto teatrali.

Grazie ai passaggi segreti e alla grotta, collegati alla sua casa, don Diego può andare e venire vestito da Zorro con il suo cavallo nero chiamato Tornado e senza essere visto da nessuno. A testimonianza delle sue imprese, lascia come emblema distintivo, una grossa Z fatta con tre rapidi graffi tracciati dalla sua spada.

Perché raccontiamo tutto questo? Il motivo è semplice: Zorro deve mascherarsi per mostrare quello che è, cioè un difensore, mentre la sua vita ordinaria è una finzione; certo, questo stratagemma gli serve per continuare ad operare indisturbato, non venire scoperto, ma c’è da chiedersi: quanto per noi può essere vero il contrario?

Può succedere anche a noi di vivere nascosti, per non mostrare chi siamo? Teniamo la maschera per evitare di combattere? Rivestiamo ruoli perché così è conveniente attorno a noi, per non dispiacere? Cerchiamo di evitare contrasti, desideriamo essere accettati e quindi ci adattiamo alle circostanze?

Se questo accade, e crediamo che a volte accada, quanto possiamo reggere questa mascherata?

In termini di vita da vivere, senza riserve, pienamente, con consapevolezza di ciò che vogliamo per noi, quanto ci costa questa mascherata?

Una risposta a "IL SEGNO DI ZORRO: VIVERE CON LA MASCHERA O ESSERE SE STESSI?"

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  1. Sono del parere che tutti noi abbiamo una maschera, e siano tutti, nessuno, centouno.
    Ma penso anche che molto spesso sono necessarie delle maschere in diverse circostanze.
    L’importante e’ essere se stessi con le persone che ami e con le amicizie che contano.
    C’è molta ipocrisia in giro, e purtroppo molto spesso bisogna pure difendersi dagli ipocriti, mostrandosi diversi da come siamo.

    Mi piace

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