SAPORE DI SALE, SAPORE DI MARE, SAPORE DI… ME

Siamo nel cuore delle vacanze e le vacanze estive, al mare, in montagna, sono ormai una tradizione a cui non si vuole rinunciare per riposarsi, rigenerarsi e rilassarsi, per ‘staccare la spina’. Sì, certo, spostarsi e viaggiare, fare i turisti… ma è davvero solo questo ‘essere in vacanza?’.

Il periodo tanto atteso durante l’anno, il tempo di vacanza, vacuo, come dice il termine, libero da un calendario fitto di impegni, può essere il momento adatto per dedicarsi di più a se stessi, al proprio benessere, alla propria crescita personale e spirituale.

Come rendere, allora, l’estate, la vacanza, il momento per fare le cose che ci fanno stare bene e che ‘non abbiamo tempo’ di fare durante l’anno, che ci danno la carica per riprendere poi le nostre attività usuali?

Un modo consiste, prima di tutto, nel fermarsi e prestare ‘attenzione attenta’ – permettete il gioco di parole – a noi stessi, dare ascolto a ciò di cui abbiamo bisogno per stare bene, rallentare i ritmi frenetici quotidiani, pensare di più e in modo ‘diverso’ a noi.

Cosa fare? Ecco un esercizio da imparare durante le vacanze e che possiamo svolgere anche dopo le vacanze.

Scegliere un posto che ci piace, dove possiamo stare tranquilli, rilassati, quando riteniamo opportuno, e già una bella cosa, in più potremmo chiederci: Cosa è importante per me, per stare bene? Cosa posso fare di preciso? Cosa sono convinto mi serva per trovare ristoro, alleggerire la mente? Quali capacità, risorse personali posso impiegare a tale scopo?

Queste domande ci aiutano a conoscerci meglio, e le risposte ci forniscono una pista che può rendere anche una semplice attività particolarmente significativa e utile per la nostra crescita. Vediamo come applicare questa pista a una semplice attività, come può essere una passeggiata.

Fare una passeggiata tra gli alberi, sia pure in città, la mattina o la sera, camminando per un’ora o meno, a seconda delle mie capacità fisiche, perché mi serve per distendermi e perché per me è importante stare a contatto con la natura. Una passeggiata così svolta è un esempio, dunque, di come il mio tempo, le mie energie, risorse, i miei valori e credenze sono tutti coinvolti da me per il mio benessere. Ci avevate pensato?

In fondo, si tratta di cose comuni, che ci possono ‘portare in vacanza’, vero? purché le facciamo con la consapevolezza e volontà di stare meglio, di dedicarci a noi stessi, di dare spazio a noi, e diventare vacui, vacanti di pensieri e ansie quotidiane per goderci tempo, situazioni, con noi stessi e con gli altri, con tranquillità, semplicemente, piacevolmente, senza fretta.

Parafrasando M. Proust, possiamo dire che la vera vacanza “non consiste nel cercare nuove terre ma nell’avere nuovi occhi”, che vedono cose nuove di noi, per noi stessi e accrescono il sapore di noi.

Saporite vacanze!

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