PERCHÉ COMUNICHIAMO?

Sfogliando il dizionario etimologico, alla voce “comunicare” si legge:

Comunicare dal lat. COMMUNICÀRE ossia “rendere comune” – Far altri partecipe di una cosa; Dare notizia; Ragguagliare.

Per cui comunichiamo per far partecipe chi abbiamo di fronte di un nostro pensiero, di una nostra considerazione o punto di vista. Ma spesso ci accorgiamo che non è così facile; non è facile che l’altro condivida quanto per noi è chiaro e da qui nasce l’esigenza, specie se si tratta di situazioni importanti come fare delle scelte, di convincere l’altro della bontà di quanto andiamo dicendo, di quanto vogliamo comunicargli. Come fare? Occorre persuadere.

Questa parola può far rizzare le orecchie a chi sta leggendo, pensando che persuadere sia costringere gli altri a fare cose che non vogliono, raggirarli; andiamo ancora a sfogliare il dizionario etimologico:

Persuadere dal lat. PERSUADÈRE dal part. pass. PERSUÀSUS – composto da PER, che indica “compimento dell’azione”, SUADÉRE – part. pass. SUÂSUS – “indurre a fare”, dalla rad. del sanscrito SVÂDUS, dolce.

Quindi, persuadere in ultima analisi potremmo dire è come invitare l’altro a rendersi conto della dolcezza della cosa, del resto delecta trahunt, ovvero “le cose dolci attirano”. Per cui persuadere significa far percepire all’altro che quanto proponiamo è dolce, anzi è utile. Forse, il lettore penserà che persuadere sia il linguaggio dei piazzisti, dei pubblicitari, del marketing e non ha torto; afferma Daniel H. Pink: “Che lo vogliate o no siamo tutti dei venditori”; ma non è forse vero che noi tutti quando parliamo, vogliamo vendere idee, progetti, prospettive, orizzonti, valori, punti di vista?

Non sono forse venditori una mamma quando vuole persuadere il figlio riguardo alla bontà di una scelta, o un amico quando vuole persuaderci riguardo all’utilità di una presa di posizione o un ragazzo quando vuole persuadere la ragazza della fedeltà del suo amore?

Per cui, rizza pure le orecchie perché la comunicazione è per ciò stessa persuasione, in quanto chi comunica ha come scopo far partecipe l’altro del suo punto di vista, in pratica lo seduce.

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